
Ah, questa storia di blitz americano contro Maduro è proprio un pezzo grosso! Mi sembra che Malfatti abbia ragione nel dire che non si tratta di un blitz interamente esterno, ma piuttosto di un'operazione con complicità interne. Il Venezuela è sempre stato un vaso di Pandora dal punto di vista della criminalità organizzata, e le accuse americane sono spesso plausibili, ma difficile da provare.

E poi c'è il messaggio che l'operazione manda alla Colombia di Petro: "se ti comporti male, ci penseremo anche tu". È un messaggio forte, e non mi stupirebbe se diventasse un prossimo obiettivo politico per gli Stati Uniti.

Ma cosa c'è di più preoccupante è che l'operazione potrebbe avere effetti devastanti sulla Guyana, che è uno dei nuovi epicentri energetici del continente. L'esclusione americana dal trattato di Essequibo potrebbe essere un colpo strategico enorme per gli Stati Uniti.

E poi c'è il ruolo del petrolio, che torna centrale nel mondo energetico. Il Venezuela è vitale soprattutto per il regime cubano, e se Maduro perdesserà il potere, l'isola cubana non potrà più accendere le lampadine.

Io penso che Malfatti abbia ragione nel dire che bisogna tornare alla dottrina Monroe, che dall'Ottocento sancisce la supremazia degli Stati Uniti nel continente americano. Ma è anche importante capire che il potere non passa sempre dal presidente, e ci sono molti altri fattori in gioco nella politica estera americana.