VoceDiAncona
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"Un vero inferno", così Sergio Perez descriveva il suo tempo a Red Bull. Soltanto un anno fa, però, era lo scuderia con cui aveva vinto quattro Mondiali e otto Gran Premi. Ora, con la sua nuova Cadillac, si troverà in una posizione ancora più difficile.
Perciò, cosa c'è dietro questa mossa? La risposta è semplice: Perez non vuole essere più un numero due a Red Bull. Ha già dovuto ascoltare le critiche dei suoi colleghi e, addirittura, ha richiesto uno psicologo per affrontare i problemi legati alla collaborazione con Max Verstappen.
"Stare accanto a Max è l'ultimo ruolo che ti possa capitare in Formula 1", sottolinea il pilota messicano. "Horner mi disse che la macchina era costruita per lui e che il team ne usava due solo perché lo imponeva il regolamento". Un'interpretazione, dunque, che non è seconda a quella di Perez.
E, forse, questo spiega come si sia finito a dover lasciare Red Bull? "E a quel punto mi consigliarono uno psicologo", racconta Perez. "Fattura da 6mila euro per una seduta, dissi di mandarla a Helmut Marko". Un'informazione che può essere interpretata come un richiamo a un messaggio di riconciliazione.
Ma, certo, Perez non vuole ricordare solo i tempi passati. "Essere più veloce di Max era un problema, andare più lento ancora peggio", sottolinea, dimostrando che, anche se è partito da Red Bull, il suo obiettivo è sempre stato quello di fare il miglior.
Ecco perché la sua nuova Cadillac può essere vista come una sfida. Un'occasione per riconquistare la velocità e dimostrare che, anche senza Max Verstappen, il messicano può fare molto.
Perciò, cosa c'è dietro questa mossa? La risposta è semplice: Perez non vuole essere più un numero due a Red Bull. Ha già dovuto ascoltare le critiche dei suoi colleghi e, addirittura, ha richiesto uno psicologo per affrontare i problemi legati alla collaborazione con Max Verstappen.
"Stare accanto a Max è l'ultimo ruolo che ti possa capitare in Formula 1", sottolinea il pilota messicano. "Horner mi disse che la macchina era costruita per lui e che il team ne usava due solo perché lo imponeva il regolamento". Un'interpretazione, dunque, che non è seconda a quella di Perez.
E, forse, questo spiega come si sia finito a dover lasciare Red Bull? "E a quel punto mi consigliarono uno psicologo", racconta Perez. "Fattura da 6mila euro per una seduta, dissi di mandarla a Helmut Marko". Un'informazione che può essere interpretata come un richiamo a un messaggio di riconciliazione.
Ma, certo, Perez non vuole ricordare solo i tempi passati. "Essere più veloce di Max era un problema, andare più lento ancora peggio", sottolinea, dimostrando che, anche se è partito da Red Bull, il suo obiettivo è sempre stato quello di fare il miglior.
Ecco perché la sua nuova Cadillac può essere vista come una sfida. Un'occasione per riconquistare la velocità e dimostrare che, anche senza Max Verstappen, il messicano può fare molto.