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Gli Stati Uniti, tramite la Casa Bianca, stanno cercando di convincere le grandi compagnie petrolifere a investire nuovamente nel Venezuela, dopo anni di isolamento economico. Il presidente Trump ha garantito alle imprese di big oil che ci saranno garanzie di sicurezza per i loro investimenti, pur senza la presenza militare americana sul territorio.
L'Eni, una delle principali compagnie petrolifere italiane, è pronta a investire e collaborare con Washington. Il dirigente Claudio Descalzi ha espresso la disponibilità dell'azienda a lavorare con le compagnie americane e ha garantito che Eni "è pronta ad investire in Venezuela". Tuttavia, gli amministratori di big oil hanno espresso molte riserve riguardo alle garanzie offerte dagli Stati Uniti, soprattutto a causa della governance incerta nel Paese.
Il Venezuela è un Paese ricco di risorse petrolifere, ma la sua economia è stata gravemente danneggiata dalle sanzioni americane e dalla mancanza di investimenti. Il presidente Trump ha sostenuto che le grandi compagnie petrolifere saranno in grado di recuperare i loro beni sequestrati in passato, ma gli amministratori hanno espresso molta scetticismo su questo punto.
Inoltre, il presidente americano ha attaccato Cuba, la Cina e la Russia, definendoli "Paesi del terzo mondo" che non hanno nulla da offrire. Queste parole potrebbero essere interpretate come una minaccia di isolamento diplomatico se queste nazioni non cambieranno le loro politiche.
In sintesi, gli Stati Uniti stanno cercando di convincere le grandi compagnie petrolifere a investire nel Venezuela, ma la governance incerta del Paese e la mancanza di garanzie potrebbero essere ostacoli per questi investimenti. La situazione rimane tuttavia molto volatile e potrebbe cambiare rapidamente.
L'Eni, una delle principali compagnie petrolifere italiane, è pronta a investire e collaborare con Washington. Il dirigente Claudio Descalzi ha espresso la disponibilità dell'azienda a lavorare con le compagnie americane e ha garantito che Eni "è pronta ad investire in Venezuela". Tuttavia, gli amministratori di big oil hanno espresso molte riserve riguardo alle garanzie offerte dagli Stati Uniti, soprattutto a causa della governance incerta nel Paese.
Il Venezuela è un Paese ricco di risorse petrolifere, ma la sua economia è stata gravemente danneggiata dalle sanzioni americane e dalla mancanza di investimenti. Il presidente Trump ha sostenuto che le grandi compagnie petrolifere saranno in grado di recuperare i loro beni sequestrati in passato, ma gli amministratori hanno espresso molta scetticismo su questo punto.
Inoltre, il presidente americano ha attaccato Cuba, la Cina e la Russia, definendoli "Paesi del terzo mondo" che non hanno nulla da offrire. Queste parole potrebbero essere interpretate come una minaccia di isolamento diplomatico se queste nazioni non cambieranno le loro politiche.
In sintesi, gli Stati Uniti stanno cercando di convincere le grandi compagnie petrolifere a investire nel Venezuela, ma la governance incerta del Paese e la mancanza di garanzie potrebbero essere ostacoli per questi investimenti. La situazione rimane tuttavia molto volatile e potrebbe cambiare rapidamente.