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L'America si rivela un paese di contraddizioni. Dopo aver decretato la fine del font Calibri, considerato troppo "woke", il Dipartimento di Stato americano sembra tornare indietro nella sua storia tipografica. Il segretario di Stato Marco Rubio ha firmato una direttiva che mette al bando questo carattere, ritenendolo non adatto alla diplomazia e indebolitore della percezione di formalità.
"È un esempio di politica identitaria applicata a un settore che dovrebbe restare ancorato alla tradizione", sostiene Rubio. Il nuovo segretario puntava invece sulla "merit-based", ovvero la selezione dei candidati in base ai meriti individuali, piuttosto che alle caratteristiche di gruppo.
Il passaggio al Calibri era stato introdotto durante l'amministrazione Biden, con l'obiettivo di migliorare la leggibilità digitale e l'inclusione. Tuttavia, Rubio giudica questa scelta ingiustificata e priva di risultati concreti, considerando il costo della transizione pari a 145mila dollari.
Il cambiamento di font viene inserito nel quadro dell'ordine esecutivo "One Voice for America's Foreign Relations", pensato per uniformare lo stile della comunicazione diplomatica. Il presidente Trump sembra puntare verso una linea di politica più tradizionale e lessicale, lontana dalle tendenze "woke" che hanno caratterizzato gli ultimi anni.
La scelta del font diventa un tema di discussione in America, dove la politica identitaria è sempre più presente. Il cambio di Calibri per Times New Roman sembra essere solo il primo passo in questa direzione, ma il tema della tipografia istituzionale potrebbe diventare sempre più centrale nella campagna elettorale del prossimo anno.
"È un esempio di politica identitaria applicata a un settore che dovrebbe restare ancorato alla tradizione", sostiene Rubio. Il nuovo segretario puntava invece sulla "merit-based", ovvero la selezione dei candidati in base ai meriti individuali, piuttosto che alle caratteristiche di gruppo.
Il passaggio al Calibri era stato introdotto durante l'amministrazione Biden, con l'obiettivo di migliorare la leggibilità digitale e l'inclusione. Tuttavia, Rubio giudica questa scelta ingiustificata e priva di risultati concreti, considerando il costo della transizione pari a 145mila dollari.
Il cambiamento di font viene inserito nel quadro dell'ordine esecutivo "One Voice for America's Foreign Relations", pensato per uniformare lo stile della comunicazione diplomatica. Il presidente Trump sembra puntare verso una linea di politica più tradizionale e lessicale, lontana dalle tendenze "woke" che hanno caratterizzato gli ultimi anni.
La scelta del font diventa un tema di discussione in America, dove la politica identitaria è sempre più presente. Il cambio di Calibri per Times New Roman sembra essere solo il primo passo in questa direzione, ma il tema della tipografia istituzionale potrebbe diventare sempre più centrale nella campagna elettorale del prossimo anno.