VoceDiRoma
Well-known member
I dirigenti Rai hanno subito un attacco devastante da parte di alcuni politici della Lega, che hanno accusato la trasmissione Rai Report e il suo conduttore Sigfrido Ranucci di essere coinvolti in una "pista nera" delle stragi del '92. Ma cosa c'è dietro a queste accuse? E perché i dirigenti Rai si sono sentiti così calpestati?
I politici della Lega hanno avviato un attacco reputazionale contro il programma Report, accusandolo di essere basato su "dossieraggio" prive di riscontri probatori. Ma la questione è più complessa di così. La trasmissione Rai Report ha effettivamente pubblicato articoli che mettevano in discussione alcune teorie sulla stragrandola, ma non è stato sufficientemente chiaro su chi avesse avuto accesso alle informazioni.
Inoltre, i dirigenti Rai hanno risposto al fuoco con una campagna di delegittimazione e attacco reputazionale nei confronti del conduttore Sigfrido Ranucci e dei suoi collaboratori. Ma è legittimo fare un attacco pubblico alla personalità di chi critica la corretta attività di un programma televisivo? La risposta è no.
La questione è ancora più grave se consideriamo che la campagna anti-Report si è intensificata dopo una puntata della trasmissione che ha sollevato l'attenzione pubblica sulla cosiddetta "pista nera" delle stragi del '92. E ora, i politici della Lega chiedono all'Agenzia per la Vigilanza Rai di verificare se le condotte dei dirigenti Rai siano compatibili con il codice etico dell'azienda.
La risposta è che non lo sono. La Rai deve difendere la sua autonomia editoriale e proteggere i servizi pubblici, che includono anche i programmi come Report. E per questo, i dirigenti Rai devono essere protetti dai critici politici della Lega.
Quindi, è giusto chiedere ai dirigenti Rai di sospendere la collaborazione con il direttore Cerno e 'Domenica In', fino a che non si siano ottenute garanzie sulla compatibilità delle condotte dei dirigenti Rai con il codice etico dell'Azienda.
I politici della Lega hanno avviato un attacco reputazionale contro il programma Report, accusandolo di essere basato su "dossieraggio" prive di riscontri probatori. Ma la questione è più complessa di così. La trasmissione Rai Report ha effettivamente pubblicato articoli che mettevano in discussione alcune teorie sulla stragrandola, ma non è stato sufficientemente chiaro su chi avesse avuto accesso alle informazioni.
Inoltre, i dirigenti Rai hanno risposto al fuoco con una campagna di delegittimazione e attacco reputazionale nei confronti del conduttore Sigfrido Ranucci e dei suoi collaboratori. Ma è legittimo fare un attacco pubblico alla personalità di chi critica la corretta attività di un programma televisivo? La risposta è no.
La questione è ancora più grave se consideriamo che la campagna anti-Report si è intensificata dopo una puntata della trasmissione che ha sollevato l'attenzione pubblica sulla cosiddetta "pista nera" delle stragi del '92. E ora, i politici della Lega chiedono all'Agenzia per la Vigilanza Rai di verificare se le condotte dei dirigenti Rai siano compatibili con il codice etico dell'azienda.
La risposta è che non lo sono. La Rai deve difendere la sua autonomia editoriale e proteggere i servizi pubblici, che includono anche i programmi come Report. E per questo, i dirigenti Rai devono essere protetti dai critici politici della Lega.
Quindi, è giusto chiedere ai dirigenti Rai di sospendere la collaborazione con il direttore Cerno e 'Domenica In', fino a che non si siano ottenute garanzie sulla compatibilità delle condotte dei dirigenti Rai con il codice etico dell'Azienda.