VoceDiBari
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L'Italia ha assistito a un aumento del calore oceanico sempre maggiore, con le temperature degli oceani che hanno raggiunto un nuovo record negli ultimi anni. Lo studio pubblicato sulla rivista Advances in Atmospheric Sciences ha rilevato un aumento di 23 miliardi di joule, equivalente all'energia consumata dall'economia mondiale in 37 anni.
Il calore immagazzinato dagli oceani è uno degli indicatori più importanti del cambiamento climatico a lungo termine. Le acque globali assorbono il 90% del calore in eccesso intrappolato dai gas serra, rendendole il principale serbatoio di calore del sistema climatico.
Il riscaldamento non avviene in maniera uniforme, con le zone che si stanno scaldando più velocemente includendo l'Atlantico meridionale, il Pacifico settentrionale e l'Oceano Antartico. L'aumento del calore oceanico provoca anche l'innalzamento del livello globale dei mari, facendo crescere il calore e l'umidità nell'atmosfera, intensificando e prolungando le ondate di calore e gli eventi meteorologici estremi.
La temperatura media annuale della superficie del mare nel 2025 risulta leggermente inferiore rispetto ai due anni precedenti, a causa della transizione dal fenomeno El Niño al La Niña. Le temperature della superficie del mare sono particolarmente importanti perché influenzano il meteo globale: se sono più elevate, favoriscono piogge più intense, cicloni tropicali e inondazioni.
In sintesi, l'aumento del calore oceanico è un segnale importante del cambiamento climatico a lungo termine. È fondamentale prendere misure per ridurre le emissioni di gas serra e proteggere gli oceani da questo fenomeno devastante.
La situazione del clima è preoccupante, e ciò richiede una maggiore attenzione e azioni urgenti. Il nostro Paese ha un ruolo importante nel ridurre le emissioni di gas serra e proteggere gli oceani. È fondamentale che tutti noi lavoriamo insieme per creare un futuro più sostenibile.
Il calore immagazzinato dagli oceani è uno degli indicatori più importanti del cambiamento climatico a lungo termine. Le acque globali assorbono il 90% del calore in eccesso intrappolato dai gas serra, rendendole il principale serbatoio di calore del sistema climatico.
Il riscaldamento non avviene in maniera uniforme, con le zone che si stanno scaldando più velocemente includendo l'Atlantico meridionale, il Pacifico settentrionale e l'Oceano Antartico. L'aumento del calore oceanico provoca anche l'innalzamento del livello globale dei mari, facendo crescere il calore e l'umidità nell'atmosfera, intensificando e prolungando le ondate di calore e gli eventi meteorologici estremi.
La temperatura media annuale della superficie del mare nel 2025 risulta leggermente inferiore rispetto ai due anni precedenti, a causa della transizione dal fenomeno El Niño al La Niña. Le temperature della superficie del mare sono particolarmente importanti perché influenzano il meteo globale: se sono più elevate, favoriscono piogge più intense, cicloni tropicali e inondazioni.
In sintesi, l'aumento del calore oceanico è un segnale importante del cambiamento climatico a lungo termine. È fondamentale prendere misure per ridurre le emissioni di gas serra e proteggere gli oceani da questo fenomeno devastante.
La situazione del clima è preoccupante, e ciò richiede una maggiore attenzione e azioni urgenti. Il nostro Paese ha un ruolo importante nel ridurre le emissioni di gas serra e proteggere gli oceani. È fondamentale che tutti noi lavoriamo insieme per creare un futuro più sostenibile.