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Un'incrociante coincidenza in un luogo inaspettato: la prigione di Brooklyn che ospita anche il leader venezuelano Luigi Mangione. La struttura del Metropolitan Detention Center, una delle più grandi della città di New York, diventa un vero e proprio affitto di casa per i più esiliati della politica e della musica.
Immagini inquietanti del passato, che non sono molto distanti dal presente. Chi può dimenticare Ghislaine Maxwell, l'ex compagna dell'omosessuale pedofilo Jeffrey Epstein, prigioniera di qui tra il 2019 e il 2021? O anche i rapper Sean "Diddy" Combs e R Kelly, che in passato hanno condiviso le stesse pareti, per quanto brevi fossero la loro soggiornata.
Oggi, a farne parte un altro: Luigi Mangione, il leader venezuelano destituito, accusato di essere l'autore dell'assassinio del dirigente UnitedHealthcare Brian Thompson. Ecco allora la prigione di Brooklyn che diventa un vero e proprio rifugio per coloro che si ritrovano a dover affrontare il processo, per quanto crudele possa essere la loro sorte.
Un luogo che sembra non avere alcun legame con la politica del presidente venezuelano, Maduro, che è invece ricoverato nel medesimo centro di detenzione. Ma forse la coincidenza è più di un semplice caso di studio, e rappresenta piuttosto una sorta di parallelo tra due mondi in cui la giustizia sembra essere l'unica cosa in comune.
Immagini inquietanti del passato, che non sono molto distanti dal presente. Chi può dimenticare Ghislaine Maxwell, l'ex compagna dell'omosessuale pedofilo Jeffrey Epstein, prigioniera di qui tra il 2019 e il 2021? O anche i rapper Sean "Diddy" Combs e R Kelly, che in passato hanno condiviso le stesse pareti, per quanto brevi fossero la loro soggiornata.
Oggi, a farne parte un altro: Luigi Mangione, il leader venezuelano destituito, accusato di essere l'autore dell'assassinio del dirigente UnitedHealthcare Brian Thompson. Ecco allora la prigione di Brooklyn che diventa un vero e proprio rifugio per coloro che si ritrovano a dover affrontare il processo, per quanto crudele possa essere la loro sorte.
Un luogo che sembra non avere alcun legame con la politica del presidente venezuelano, Maduro, che è invece ricoverato nel medesimo centro di detenzione. Ma forse la coincidenza è più di un semplice caso di studio, e rappresenta piuttosto una sorta di parallelo tra due mondi in cui la giustizia sembra essere l'unica cosa in comune.