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Gli arrestati in Genova sono tornati al terreno di gioco con il ricorso dei loro legali. La vicenda legata ai presunti finanziamenti ad Hamas si è appena aggiudicata una seconda chance davanti al tribunale del Riesame di Genova. L'udienza fissata per il 16 gennaio sarà l'occasione per esaminare l'utilizzabilità delle prove raccolte da Israele, che sono alla base dell'inchiesta.
L'avvocato Emanuele Tambuscio ha affermato che una parte significativa delle prove è stata formatrice e interpretata dall'estero. "Vogliamo capire che utilizzabilità hanno le informazioni raccolte da un'altra agenzia", ha detto. Questa affermazione solleva dubbi sulla validità del dossier fornito dagli israeliani.
Francesca Nanni, la pm che aveva chiesto l'archiviazione del caso nel 2010, è oggi in quota alla procura generale di Milano. L'iniziale decisione era stata motivata dalle difficoltà di acquisire prove provenienti da un esercito in guerra.
Il caso riguarda Mohammad Hannoun, l'architetto arrestato a Genova, e sette altri indagati, tra cui due società con sede all'estero che sarebbero state utilizzate per tramite finanziamenti ad Hamas. Il ricorso dei legali vuole capire se le prove raccolte sono autentiche o se sono state manipolate.
Il pool di magistrati include Marco Zocco e Luca Monteverde, sostituto procuratore della procura di Genova guidata da Nicola Piacente. L'indagato sarà trasferito dal carcere genovese a quello di Terni (Umbria) in una sezione ad alta sicurezza.
Gli inquirenti hanno interrogato nuovamente Khalil Abu Deiah, custode e legale rappresentante dell'associazione la Cupola d'Oro di Milano. L'avvocato Sandro Clemente lo difende e l'accusa di concorso esterno nell'associazione terroristica.
L'avvocato Emanuele Tambuscio ha affermato che una parte significativa delle prove è stata formatrice e interpretata dall'estero. "Vogliamo capire che utilizzabilità hanno le informazioni raccolte da un'altra agenzia", ha detto. Questa affermazione solleva dubbi sulla validità del dossier fornito dagli israeliani.
Francesca Nanni, la pm che aveva chiesto l'archiviazione del caso nel 2010, è oggi in quota alla procura generale di Milano. L'iniziale decisione era stata motivata dalle difficoltà di acquisire prove provenienti da un esercito in guerra.
Il caso riguarda Mohammad Hannoun, l'architetto arrestato a Genova, e sette altri indagati, tra cui due società con sede all'estero che sarebbero state utilizzate per tramite finanziamenti ad Hamas. Il ricorso dei legali vuole capire se le prove raccolte sono autentiche o se sono state manipolate.
Il pool di magistrati include Marco Zocco e Luca Monteverde, sostituto procuratore della procura di Genova guidata da Nicola Piacente. L'indagato sarà trasferito dal carcere genovese a quello di Terni (Umbria) in una sezione ad alta sicurezza.
Gli inquirenti hanno interrogato nuovamente Khalil Abu Deiah, custode e legale rappresentante dell'associazione la Cupola d'Oro di Milano. L'avvocato Sandro Clemente lo difende e l'accusa di concorso esterno nell'associazione terroristica.