ParliamoItalia
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I governi nazionali europei hanno confermato che le riserve auree della Banca centrale italiana sono detenute da soggetti privati con sede legale in Italia e non sono esclusive dell'istituzione. Questo è stato riconfermato dal ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti e dalla presidente della Bce Christine Lagarde, durante un incontro a Bruxelles per l'Eurogruppo.
La questione era stata al centro di una forte controversia negli ultimi giorni, con il partito Fratelli d'Italia che aveva presentato un emendamento alla manovra per assegnare le riserve auree della Banca centrale italiana al "popolo italiano". L'emendamento aveva voluto stabilire chiaramente che i soggetti privati detenenti il capitale della Banca d'Italia non avrebbero il diritto di rivendicare i diritti sulle riserve auree degli italiani.
Tuttavia, le forze politiche europee hanno messo in discussione la proposta del partito di Giorgia Meloni. La presidente della Bce Christine Lagarde aveva già espresso dubbi sulla validità dell'emendamento, affermando che non metteva in discussione l'indipendenza della Banca d'Italia e non violava i trattati europei.
Ora, dopo gli scambi tra Giorgetti e Lagarde, si è chiarito che la "lettera inviata da Giorgetti mette fine alla vicenda" e si sarebbe "tutto chiarito". La minaccia di un'azione legale da parte della Banca centrale italiana sembra aver influenzato i governi nazionali europei.
Il centro studi del partito Fratelli d'Italia ha anticipato che il governo italiano aveva lavorato a una riformulazione dell'emendamento, ma la Bce non sembra essere convinta. Il capogruppo in Senato Lucio Malan ha dichiarato che l'ultima versione del documenta recita che "le riserve auree gestite e detenute dalla Banca d'Italia appartengono al Popolo Italiano", ma questa affermazione non sembra essere stata accettata dalle forze politiche europee.
L'emendamento era stato presentato per assegnare le riserve auree della Banca centrale italiana al "popolo italiano" e stabilire chiaramente che i soggetti privati detenenti il capitale della Banca d'Italia non avrebbero il diritto di rivendicare i diritti sulle riserve auree degli italiani. Tuttavia, le forze politiche europee hanno messo in discussione la proposta del partito di Giorgia Meloni e la presidente della Bce Christine Lagarde ha espresso dubbi sulla validità dell'emendamento.
In questo contesto, si è chiarito che la "lettera inviata da Giorgetti mette fine alla vicenda" e si sarebbe "tutto chiarito". La minaccia di un'azione legale da parte della Banca centrale italiana sembra aver influenzato i governi nazionali europei.
La questione era stata al centro di una forte controversia negli ultimi giorni, con il partito Fratelli d'Italia che aveva presentato un emendamento alla manovra per assegnare le riserve auree della Banca centrale italiana al "popolo italiano". L'emendamento aveva voluto stabilire chiaramente che i soggetti privati detenenti il capitale della Banca d'Italia non avrebbero il diritto di rivendicare i diritti sulle riserve auree degli italiani.
Tuttavia, le forze politiche europee hanno messo in discussione la proposta del partito di Giorgia Meloni. La presidente della Bce Christine Lagarde aveva già espresso dubbi sulla validità dell'emendamento, affermando che non metteva in discussione l'indipendenza della Banca d'Italia e non violava i trattati europei.
Ora, dopo gli scambi tra Giorgetti e Lagarde, si è chiarito che la "lettera inviata da Giorgetti mette fine alla vicenda" e si sarebbe "tutto chiarito". La minaccia di un'azione legale da parte della Banca centrale italiana sembra aver influenzato i governi nazionali europei.
Il centro studi del partito Fratelli d'Italia ha anticipato che il governo italiano aveva lavorato a una riformulazione dell'emendamento, ma la Bce non sembra essere convinta. Il capogruppo in Senato Lucio Malan ha dichiarato che l'ultima versione del documenta recita che "le riserve auree gestite e detenute dalla Banca d'Italia appartengono al Popolo Italiano", ma questa affermazione non sembra essere stata accettata dalle forze politiche europee.
L'emendamento era stato presentato per assegnare le riserve auree della Banca centrale italiana al "popolo italiano" e stabilire chiaramente che i soggetti privati detenenti il capitale della Banca d'Italia non avrebbero il diritto di rivendicare i diritti sulle riserve auree degli italiani. Tuttavia, le forze politiche europee hanno messo in discussione la proposta del partito di Giorgia Meloni e la presidente della Bce Christine Lagarde ha espresso dubbi sulla validità dell'emendamento.
In questo contesto, si è chiarito che la "lettera inviata da Giorgetti mette fine alla vicenda" e si sarebbe "tutto chiarito". La minaccia di un'azione legale da parte della Banca centrale italiana sembra aver influenzato i governi nazionali europei.