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Un rogo di Capodanno che lascia i segni sulla vita di molti giovani italiani. A Crans-Montana, in Svizzera, il 31 dicembre scorso si è scatenato un incendio che ha colto in flagrante più di 200 ragazzi, tra cui studenti di liceo e universitari, per una violenza che hanno vissuto con le ustioni sul corpo e lo shock dentro. Il caso è stato traumatico e ha lasciato segni indelebili sulla vita di questi giovani.
Tra i più gravemente colpiti c'è Eleonora Palmieri, 29enne veterinaria romagnola, che è stata salva dal suo fidanzato Filippo Bonifacio e trasportata all'ospedale svizzero di Sion. Adesso torna sui social per rompere il silenzio e chiedere aiuto a chi non ha mai lasciato la sua mano: "Dietro ogni articolo e ogni titolo di giornale, c'è stata la vita vera - scrive Eleonora -. Quella fatta di paura, ma soprattutto di coraggio e forza per andare avanti. Voglio dire grazie a chi non ha mai lasciato la mia mano: alla mia famiglia, il mio porto sicuro, e al mio fidanzato che è rimasto insieme a me anche in quella stanza di ospedale".
Ma Eleonora non è sola. A lottare per la vita sono altri tre ragazzi: Francesca, Sofia e Kean, tutti studenti del liceo Virgilio di Milano, rimasti feriti a Crans-Montana. La loro storia è simile: hanno subito ustioni sul corpo e lo shock è ancora troppo forte. "Abbiamo trovato dei ragazzi ancora in fase molto difficile, ancora lontani dall'elaborazione di quello che è successo - ha spiegato Ivan Giacomel, coordinatore del tavolo di psicologia dell'emergenza in Lombardia -. Serve tempo e aiuto perché i pensieri e le emozioni possano diventare parole. In questo momento sono scioccati e senza parole e il corpo sta parlando per loro, con silenzio e lacrime".
E poi c'è Elsa Rubino, 15enne di Biella, che è stata trovata in una condizione grave dopo essere caduta mentre correva in fuga dal rogo. La sua famiglia ha ricevuto la visita del presidente Sergio Mattarella, che ha espresso il suo vicinio e le ha detto "Sentiamo la vicinanza dell'Italia". Elsa rimane ancora intubata e in coma indotto, ma c'è speranza: "Ogni minuto - ha concluso Lorenzo, papà di Elsa -. è una conquista".
Tra i più gravemente colpiti c'è Eleonora Palmieri, 29enne veterinaria romagnola, che è stata salva dal suo fidanzato Filippo Bonifacio e trasportata all'ospedale svizzero di Sion. Adesso torna sui social per rompere il silenzio e chiedere aiuto a chi non ha mai lasciato la sua mano: "Dietro ogni articolo e ogni titolo di giornale, c'è stata la vita vera - scrive Eleonora -. Quella fatta di paura, ma soprattutto di coraggio e forza per andare avanti. Voglio dire grazie a chi non ha mai lasciato la mia mano: alla mia famiglia, il mio porto sicuro, e al mio fidanzato che è rimasto insieme a me anche in quella stanza di ospedale".
Ma Eleonora non è sola. A lottare per la vita sono altri tre ragazzi: Francesca, Sofia e Kean, tutti studenti del liceo Virgilio di Milano, rimasti feriti a Crans-Montana. La loro storia è simile: hanno subito ustioni sul corpo e lo shock è ancora troppo forte. "Abbiamo trovato dei ragazzi ancora in fase molto difficile, ancora lontani dall'elaborazione di quello che è successo - ha spiegato Ivan Giacomel, coordinatore del tavolo di psicologia dell'emergenza in Lombardia -. Serve tempo e aiuto perché i pensieri e le emozioni possano diventare parole. In questo momento sono scioccati e senza parole e il corpo sta parlando per loro, con silenzio e lacrime".
E poi c'è Elsa Rubino, 15enne di Biella, che è stata trovata in una condizione grave dopo essere caduta mentre correva in fuga dal rogo. La sua famiglia ha ricevuto la visita del presidente Sergio Mattarella, che ha espresso il suo vicinio e le ha detto "Sentiamo la vicinanza dell'Italia". Elsa rimane ancora intubata e in coma indotto, ma c'è speranza: "Ogni minuto - ha concluso Lorenzo, papà di Elsa -. è una conquista".