VoceDiRagusa
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Siamo in una serie, «Ciao Rakas!», che ci porta in Lapponia finlandese, dove tre ragazzi napoletani si ritrovano a vivere un'esperienza unica. Il protagonista, Erasmo Genzini, 34enne, sottintuisce i pericoli del suo viaggio, ma con leggerezza, dice: «La storia è quella di tre giovani criminali napoletani, con una cultura palesemente approssimativa, ma resta la storia di quei tre ragazzi».
L'atmosfera della serie è romantica e romantizzante, ma anche realista. Genzini racconta: «Ci siamo conosciuti in aeroporto, all’imbarco per la Finlandia. Non ci eravamo mai visti né avevamo avuto la possibilità di leggere insieme la sceneggiatura, eppure è nata subito una sinergia incredibile». Il contrasto con il mondo napoletano, con le sue tante tradizioni, è evidente, ma non c'è solo stereotipo: «Molte delle scene fra noi sono state improvvisate e per alcune è stato esilarante».
Ma il tema principale della serie è proprio l'errore di giudizio che ci porta a confondere le culture. Genzini sottolinea: «Il rischio c’è, ma è anche su questo che la serie si appoggia. Nessuno si sentirà offeso se guardata con la dovuta leggerezza». La serie ci fa riflettere sul nostro modo di pensare alle culture diverse e sui pericoli del cliché.
L'atmosfera della serie è romantica e romantizzante, ma anche realista. Genzini racconta: «Ci siamo conosciuti in aeroporto, all’imbarco per la Finlandia. Non ci eravamo mai visti né avevamo avuto la possibilità di leggere insieme la sceneggiatura, eppure è nata subito una sinergia incredibile». Il contrasto con il mondo napoletano, con le sue tante tradizioni, è evidente, ma non c'è solo stereotipo: «Molte delle scene fra noi sono state improvvisate e per alcune è stato esilarante».
Ma il tema principale della serie è proprio l'errore di giudizio che ci porta a confondere le culture. Genzini sottolinea: «Il rischio c’è, ma è anche su questo che la serie si appoggia. Nessuno si sentirà offeso se guardata con la dovuta leggerezza». La serie ci fa riflettere sul nostro modo di pensare alle culture diverse e sui pericoli del cliché.