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Lo scandalo dei dati rubati dall'archivio del commercialista Gian Gaetano Bellavia, contenenti informazioni sensibili su politici e imprenditori, sta facendo capolino in Parlamento. Il caso è stato denunciato da Varisco, la collaboratrice di Bellavia che è passata a lavorare per società di investigazione.
Bellavia, consulente di numerose procure, è stato intervistato come esperto da Report riguardo alcune delle inchieste della trasmissione Rai. Lo scandalo è iniziato nel 2016 con lo spiaraggio delle conversazioni di Renzi, Mario Monti e Mario Draghi dai fratelli hacker Occhionero. Poi c'è stata l'inchiesta sul finanziere Pasquale Striano, che spiò i dati del conto in banca di Renzi.
Il centrodestra sta chiedendo come sia possibile che un personaggio come Bellavia, detentore di milioni di file sensibili, sia consulente di una miriade di procure e da anni sia consultato da una trasmissione Rai come esperto delle inchieste trattate. A preoccupare Bellavia sembra però un insidioso "effetto boomerang", poiché la sua denuncia contro Varisco ha innescato l'inchiesta per accesso abusivo a sistema informatico.
La Procura di Milano sta invece indagando su chi ha scritto il documento di 36 pagine senza firma, senza data e senza timbro, che è stato trovato nel fascicolo ufficiale. La questione è se Bellavia sia stato lui o qualcun altro a scrivere quel documento.
Bellavia, consulente di numerose procure, è stato intervistato come esperto da Report riguardo alcune delle inchieste della trasmissione Rai. Lo scandalo è iniziato nel 2016 con lo spiaraggio delle conversazioni di Renzi, Mario Monti e Mario Draghi dai fratelli hacker Occhionero. Poi c'è stata l'inchiesta sul finanziere Pasquale Striano, che spiò i dati del conto in banca di Renzi.
Il centrodestra sta chiedendo come sia possibile che un personaggio come Bellavia, detentore di milioni di file sensibili, sia consulente di una miriade di procure e da anni sia consultato da una trasmissione Rai come esperto delle inchieste trattate. A preoccupare Bellavia sembra però un insidioso "effetto boomerang", poiché la sua denuncia contro Varisco ha innescato l'inchiesta per accesso abusivo a sistema informatico.
La Procura di Milano sta invece indagando su chi ha scritto il documento di 36 pagine senza firma, senza data e senza timbro, che è stato trovato nel fascicolo ufficiale. La questione è se Bellavia sia stato lui o qualcun altro a scrivere quel documento.