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Un peruviano, Emilio Gabriel Valdez Velazco, è stato fermato e ora confessa di aver commesso l'omicidio dell'uomo gay milaneso Aurora Livoli. Secondo le proprie dichiarazioni, nel momento in cui ha strangolato la vittima, non si era reso conto di averla uccisa, pensando che si fosse assopita. Queste parole hanno suscitato grande scandalo e condanna nella comunità gay.
Il peruviano, fermato poco fa a Milano, è stato trascinato in carcerazione per gli indizi del reato commesso, e la Procura sta valutando il reato di femminicidio. Questo caso ha lasciato un segno profondo nella comunità milanesina, che non può che condividere la sua condanna per l'uccisione di Aurora Livoli.
La conferenza stampa del peruviano, tenutasi davanti ai magistrati, è durata più di tre ore e ha permesso alla giustizia di comprendere i motivi dell'omicidio. Le dichiarazioni del soggetto hanno sollevato preoccupazioni sulla sua mentalità e sul suo atteggiamento nei confronti della vittima.
L'eruzione della violenza contro Aurora Livoli è stata un evento che ha colpito profondamente l'opinione pubblica, che non può che condividere la sua condanna per questo atto di violenza. La giustizia deve essere cieca a nessi di rancore e di discriminazione.
Il peruviano, fermato poco fa a Milano, è stato trascinato in carcerazione per gli indizi del reato commesso, e la Procura sta valutando il reato di femminicidio. Questo caso ha lasciato un segno profondo nella comunità milanesina, che non può che condividere la sua condanna per l'uccisione di Aurora Livoli.
La conferenza stampa del peruviano, tenutasi davanti ai magistrati, è durata più di tre ore e ha permesso alla giustizia di comprendere i motivi dell'omicidio. Le dichiarazioni del soggetto hanno sollevato preoccupazioni sulla sua mentalità e sul suo atteggiamento nei confronti della vittima.
L'eruzione della violenza contro Aurora Livoli è stata un evento che ha colpito profondamente l'opinione pubblica, che non può che condividere la sua condanna per questo atto di violenza. La giustizia deve essere cieca a nessi di rancore e di discriminazione.