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Una tragedia nata in vacanza, tragici esiti per una quindicenne. Elsa Rubino, studentessa del liceo linguistico di Biella, si trovava nella casa del padre a Crans-Montana, in Svizzera, per passare il Capodanno con gli amici della montagna. Ma la serata di festeggiamento si è trasformata in un incubo.
La ragazza, ormai riuscita a uscire dalla discoteca, era stata colpita dalle fiamme e aveva riportato gravi ustioni di secondo e terzo grado su quasi tutto il corpo. Il padre, Lorenzo, racconta che la vita della figlia è appesa ad un filo: «La nostra Elsa sta lottando per sopravvivere. Siamo devastati. Le sue condizioni sono molto gravi».
Le condizioni di Elsa sono molto critiche e la prognosi resta riservata. La ragazza è ricoverata all'ospedale universitario di Zurigo, dove ha subito il primo intervento chirurgico. Il padre non esita a dire che la situazione è grave: «La nostra bambina sta lottando per sopravvivere. È appesa ad un filo. Non possiamo che sperare che ci metta tutta la forza di cui è capace. Non è possibile nemmeno farla rientrare in Italia».
Una famiglia conosciuta a Biella, dove Elsa frequentava il liceo linguistico e studiava. Il nonno Luciano Donatelli era stato presidente dell'Unione industriale, mentre la mamma era insegnante nello stesso istituto. La scuola ha messo a disposizione un psicologo per aiutarli ad affrontare il trauma.
Il padre di Elsa racconta che non ha avuto appoggio solo dalla Farnesina e dalla Protezione civile, ma anche da molti altri. «Abbiamo avuto appoggio da tutti. Non so quante persone dobbiamo ringraziare». Una famiglia in preghiera, con la preghiera in Duomo con il vescovo di Biella Roberto Farinella e i gruppi di preghiera locali di padre Pio.
La ragazza si trova ancora in coma farmacologico e la situazione è molto delicata. Il tempo passerà e speriamo che Elsa possa tornare a sorridere, ma per ora è necessario ringraziare il cielo.
La ragazza, ormai riuscita a uscire dalla discoteca, era stata colpita dalle fiamme e aveva riportato gravi ustioni di secondo e terzo grado su quasi tutto il corpo. Il padre, Lorenzo, racconta che la vita della figlia è appesa ad un filo: «La nostra Elsa sta lottando per sopravvivere. Siamo devastati. Le sue condizioni sono molto gravi».
Le condizioni di Elsa sono molto critiche e la prognosi resta riservata. La ragazza è ricoverata all'ospedale universitario di Zurigo, dove ha subito il primo intervento chirurgico. Il padre non esita a dire che la situazione è grave: «La nostra bambina sta lottando per sopravvivere. È appesa ad un filo. Non possiamo che sperare che ci metta tutta la forza di cui è capace. Non è possibile nemmeno farla rientrare in Italia».
Una famiglia conosciuta a Biella, dove Elsa frequentava il liceo linguistico e studiava. Il nonno Luciano Donatelli era stato presidente dell'Unione industriale, mentre la mamma era insegnante nello stesso istituto. La scuola ha messo a disposizione un psicologo per aiutarli ad affrontare il trauma.
Il padre di Elsa racconta che non ha avuto appoggio solo dalla Farnesina e dalla Protezione civile, ma anche da molti altri. «Abbiamo avuto appoggio da tutti. Non so quante persone dobbiamo ringraziare». Una famiglia in preghiera, con la preghiera in Duomo con il vescovo di Biella Roberto Farinella e i gruppi di preghiera locali di padre Pio.
La ragazza si trova ancora in coma farmacologico e la situazione è molto delicata. Il tempo passerà e speriamo che Elsa possa tornare a sorridere, ma per ora è necessario ringraziare il cielo.