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Il Giornale, quotidiano accusato da esponenti pro Pal di essere "megafoni dell'estrema destra".
L'ennesimo attacco lanciato contro il quotidiano di Torino, questo volta dallo stesso Ilaria Salis. La candidata al parlamento europeo per Avs ha definito il Giornale come "megafono dell'estrema destra" e accuse "killeraggio" nei confronti dei suoi reporter.
La posizione di Salis è chiara: il Giornale racconta l'Italia e l'attualità da un punto di vista non gradito, smontando le narrazioni della sinistra e della sinistra radicale. Le voci che non si allineano con un racconto preimpostato sembrano essere diventate scomode.
Ma Salis va oltre: accusa anche il Giornale di essere "megafono dell'estrema destra" e di orchestrare campagne d'odio contro gruppi sociali e avversari politici. E non è solo lei a lanciare questo attacco, ma anche Francesca Albanese.
Ma cosa c'è dietro questi attacchi? È vero che il Giornale ha reso notizia di un incontro pubblico tra esponenti pro Pal e Hamas? E perché Salis e Albanese hanno deciso di attaccare questo quotidiano?
La risposta è semplice: per delegittimare i giornali che non si prestano a un certo tipo di racconto. Per silenziare le voci che non si allineano con un racconto preimpostato.
Ma questo non sarà mai possibile, perché così come è sempre stato non ci sarà un allineamento e non ci sarà un passo indietro davanti a provocazioni, tentativi di silenziamento e di screditamento. I giornali liberi continueranno ad essere attaccati, ma continuando a far sentire la loro voce.
La situazione è solo la fine di uno spettacolo orribile, che non ci lascerà mai più.
L'ennesimo attacco lanciato contro il quotidiano di Torino, questo volta dallo stesso Ilaria Salis. La candidata al parlamento europeo per Avs ha definito il Giornale come "megafono dell'estrema destra" e accuse "killeraggio" nei confronti dei suoi reporter.
La posizione di Salis è chiara: il Giornale racconta l'Italia e l'attualità da un punto di vista non gradito, smontando le narrazioni della sinistra e della sinistra radicale. Le voci che non si allineano con un racconto preimpostato sembrano essere diventate scomode.
Ma Salis va oltre: accusa anche il Giornale di essere "megafono dell'estrema destra" e di orchestrare campagne d'odio contro gruppi sociali e avversari politici. E non è solo lei a lanciare questo attacco, ma anche Francesca Albanese.
Ma cosa c'è dietro questi attacchi? È vero che il Giornale ha reso notizia di un incontro pubblico tra esponenti pro Pal e Hamas? E perché Salis e Albanese hanno deciso di attaccare questo quotidiano?
La risposta è semplice: per delegittimare i giornali che non si prestano a un certo tipo di racconto. Per silenziare le voci che non si allineano con un racconto preimpostato.
Ma questo non sarà mai possibile, perché così come è sempre stato non ci sarà un allineamento e non ci sarà un passo indietro davanti a provocazioni, tentativi di silenziamento e di screditamento. I giornali liberi continueranno ad essere attaccati, ma continuando a far sentire la loro voce.
La situazione è solo la fine di uno spettacolo orribile, che non ci lascerà mai più.