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"Detenzione e silenzi: il caso di Alberto Trentini"
Perché la famiglia di un cooperante italiano è stata costretta a chiedere "silenzio" durante la sua detenzione in Venezuela? La risposta è semplice: per evitare di compromettere la liberazione del figlio.
Il 15 novembre del 2024, Alberto Trentini, un trentino di 46 anni che lavorava per l'organizzazione umanitaria Humanity & Inclusion, fu arrestato in Venezuela, poco dopo aver arrivato nel Paese. La sua famiglia, compresa la madre Armanda Colusso e la legale Alessandra Ballerini, ha dovuto affrontare un lungo periodo di silenzi, senza sapere cosa stesse succedendo al figlio.
Trentini lavorava per diverse organizzazioni, tra cui Focsiv, Cefa e Coopi, in diversi paesi del mondo. Ma adesso è stato condannato a più di un anno di detenzione, senza che la sua famiglia sia stata informata delle sue condizioni. La seconda telefonata con la madre risale al 26 luglio scorso: "Pur nella costante angoscia siamo sollevati per aver potuto sentire, per pochi minuti, la voce di Alberto", ha detto Ballerini.
Ma cosa sta succedendo a Trentini? La famiglia non sa ancora. Il governo italiano ha nominato Luigi Vignali, direttore generale per gli italiani nel mondo, inviato speciale della Farnesina per i detenuti italiani in Venezuela. Ma fino ad ora, non c'è stata alcuna notizia sulla condizione di Trentini.
La situazione sembra essere migliorata dopo l'operazione militare degli Stati Uniti in Venezuela, che ha portato a un aumento della pressione sul governo venezuelano. "Per Alberto non si è fatto ciò che era doveroso fare", ha detto Armanda Colusso in una conferenza stampa.
Ma la famiglia di Trentini continua a chiedere solidarietà e giustizia. "La nostra famiglia sta vivendo giornate di angoscia e di speranza", ha fatto sapere Ballerini. Speriamo insieme, forte".
Perché la famiglia di un cooperante italiano è stata costretta a chiedere "silenzio" durante la sua detenzione in Venezuela? La risposta è semplice: per evitare di compromettere la liberazione del figlio.
Il 15 novembre del 2024, Alberto Trentini, un trentino di 46 anni che lavorava per l'organizzazione umanitaria Humanity & Inclusion, fu arrestato in Venezuela, poco dopo aver arrivato nel Paese. La sua famiglia, compresa la madre Armanda Colusso e la legale Alessandra Ballerini, ha dovuto affrontare un lungo periodo di silenzi, senza sapere cosa stesse succedendo al figlio.
Trentini lavorava per diverse organizzazioni, tra cui Focsiv, Cefa e Coopi, in diversi paesi del mondo. Ma adesso è stato condannato a più di un anno di detenzione, senza che la sua famiglia sia stata informata delle sue condizioni. La seconda telefonata con la madre risale al 26 luglio scorso: "Pur nella costante angoscia siamo sollevati per aver potuto sentire, per pochi minuti, la voce di Alberto", ha detto Ballerini.
Ma cosa sta succedendo a Trentini? La famiglia non sa ancora. Il governo italiano ha nominato Luigi Vignali, direttore generale per gli italiani nel mondo, inviato speciale della Farnesina per i detenuti italiani in Venezuela. Ma fino ad ora, non c'è stata alcuna notizia sulla condizione di Trentini.
La situazione sembra essere migliorata dopo l'operazione militare degli Stati Uniti in Venezuela, che ha portato a un aumento della pressione sul governo venezuelano. "Per Alberto non si è fatto ciò che era doveroso fare", ha detto Armanda Colusso in una conferenza stampa.
Ma la famiglia di Trentini continua a chiedere solidarietà e giustizia. "La nostra famiglia sta vivendo giornate di angoscia e di speranza", ha fatto sapere Ballerini. Speriamo insieme, forte".