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Un carabiniere della Legione dei Carabinieri, Lorenzo Antonio Grasso, ha sparato e ucciso un ladro che aveva ferito il suo compagno di servizio Marco Marroccella in un'azione di polizia a Roma. Il militare è stato condannato a 3 anni di prigione per aver utilizzato troppo violenza, ma la famiglia della vittima e i suoi avvocati sostengono che l'accusa è ingiusta e che il carabiniere abbia agito in legittima difesa.
Il caso è scoppiato nel settembre 2020 quando il carabiniere Grasso e Marroccella erano stati inviati a catturare un ladro che aveva tentato di rubare una società all'Eur. Durante la perquisizione, il ladro ha cercato di aggredire il carabiniere con un cacciavite, ferendolo gravemente. Marroccella e Grasso hanno inseguito l'uomo, che è morto sul colpo.
La famiglia della vittima sostiene che l'accusa contro il carabiniere sia ingiusta e che abbia agito in legittima difesa. "L'altro carabiniere vivo per miracolo", hanno detto gli avvocati Paolo Galinelli e Lorenzo Rutolo, difensori di Marroccella.
Il vicepresidente del governo Matteo Salvini ha espresso solidarietà al carabiniere condannato, sostenendo che "a temere la condanna devono essere i criminali, non le forze dell'ordine e le persone perbene".
Il caso è scoppiato nel settembre 2020 quando il carabiniere Grasso e Marroccella erano stati inviati a catturare un ladro che aveva tentato di rubare una società all'Eur. Durante la perquisizione, il ladro ha cercato di aggredire il carabiniere con un cacciavite, ferendolo gravemente. Marroccella e Grasso hanno inseguito l'uomo, che è morto sul colpo.
La famiglia della vittima sostiene che l'accusa contro il carabiniere sia ingiusta e che abbia agito in legittima difesa. "L'altro carabiniere vivo per miracolo", hanno detto gli avvocati Paolo Galinelli e Lorenzo Rutolo, difensori di Marroccella.
Il vicepresidente del governo Matteo Salvini ha espresso solidarietà al carabiniere condannato, sostenendo che "a temere la condanna devono essere i criminali, non le forze dell'ordine e le persone perbene".