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Il governo rassicura le imprese, ma il nodo delle risorse resta aperto. Il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha confermato che sono disponibili 2,75 miliardi per Transizione 5.0, una cifra che copre larga parte degli investimenti già attuati dalle aziende.
Tuttavia, la fonte del problema rimane quella della copertura "insufficiente" delle risorse a disposizione. Le associazioni di categoria hanno lanciato l'allarme sulla mancanza di chiarezza su come saranno distribuite le somme. Il capogruppo del M5s in Senato Stefano Patuanelli chiede di tornare subito a Transizione 4.0, il programma che attualmente è destinato a finanziare gli investimenti in tecnologia e sostenibilità.
I numeri di Transizione 5.0 sono stati confermati: 2,5 miliardi ad esito della rimodulazione Pnrr e altri 250 milioni aggiunti al decreto Transizione 5.0, che attende il via libera del Parlamento. Tuttavia, ci sono ancora dubbi sulla copertura delle somme, poiché alcuni investimenti potrebbero non essere stati portati a termine entro il 31 dicembre o potrebbe essere rivista al ribasso la loro portata.
L'incertezza è dunque ancora aperta, e le imprese aspettano con ansia l'ultima data utile per comunicare il completamento dei progetti: il 28 febbraio. Solo a quel punto sarà possibile avere il quadro definitivo di eventuali risorse mancanti.
Tuttavia, la fonte del problema rimane quella della copertura "insufficiente" delle risorse a disposizione. Le associazioni di categoria hanno lanciato l'allarme sulla mancanza di chiarezza su come saranno distribuite le somme. Il capogruppo del M5s in Senato Stefano Patuanelli chiede di tornare subito a Transizione 4.0, il programma che attualmente è destinato a finanziare gli investimenti in tecnologia e sostenibilità.
I numeri di Transizione 5.0 sono stati confermati: 2,5 miliardi ad esito della rimodulazione Pnrr e altri 250 milioni aggiunti al decreto Transizione 5.0, che attende il via libera del Parlamento. Tuttavia, ci sono ancora dubbi sulla copertura delle somme, poiché alcuni investimenti potrebbero non essere stati portati a termine entro il 31 dicembre o potrebbe essere rivista al ribasso la loro portata.
L'incertezza è dunque ancora aperta, e le imprese aspettano con ansia l'ultima data utile per comunicare il completamento dei progetti: il 28 febbraio. Solo a quel punto sarà possibile avere il quadro definitivo di eventuali risorse mancanti.