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La manovra 2026 ha portato un cambiamento significativo nella previdenza italiana. La Quota 103, che consentiva l'anticipo pensionistico con almeno 62 anni di età e 41 contributi, è stata abolita. Ciò significa che i lavoratori dovranno attendere più tempo prima di poter ritirarsi dal lavoro e ricevere la pensione.
Un'altra misura importante è la spinta alla previdenza integrativa, che mira a creare un sistema di pensioni più sostenibile e equo. Tuttavia, il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha dichiarato che, se le cose continueranno ad andare bene sui conti pubblici, anche l'anticipo pensionistico per i lavoratori con mansioni gravose e usuranti sarà ridotto.
La manovra prevvede inoltre un mese in più di tempo per accedere alla pensione di vecchiaia. Invece di 67 anni e tre mesi come stabilito attualmente, la pensione sarà disponibile solo dopo 1 mese e tre mesi dall'età richiesta. Questa misura è stata introdotta gradualmente nel corso del biennio 2027-2028.
Un'altra norma interessante è quella che destina il TFR dei neoassunti del settore privato ai fondi di previdenza integrativa, con la formula del silenzio-assenso. Ciò significa che i lavoratori dovranno dichiarare esplicitamente se intendono utilizzare il TFR per finanziare le pensioni o no.
Infine, la manovra cancella anche la norma prevista per lo scorso anno di cumulazione dei contributi versati all'Inps con quelli destinati ai fondi pensione. Secondo fonti della maggioranza, questa misura non aveva riscosso grande successo.
In sintesi, la manovra 2026 ha portato una serie di cambiamenti significativi nella previdenza italiana, che mirano a creare un sistema più sostenibile e equo. Tuttavia, alcune misure sono state critiche e hanno generato preoccupazioni tra i lavoratori e gli operatori del settore.
Un'altra misura importante è la spinta alla previdenza integrativa, che mira a creare un sistema di pensioni più sostenibile e equo. Tuttavia, il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha dichiarato che, se le cose continueranno ad andare bene sui conti pubblici, anche l'anticipo pensionistico per i lavoratori con mansioni gravose e usuranti sarà ridotto.
La manovra prevvede inoltre un mese in più di tempo per accedere alla pensione di vecchiaia. Invece di 67 anni e tre mesi come stabilito attualmente, la pensione sarà disponibile solo dopo 1 mese e tre mesi dall'età richiesta. Questa misura è stata introdotta gradualmente nel corso del biennio 2027-2028.
Un'altra norma interessante è quella che destina il TFR dei neoassunti del settore privato ai fondi di previdenza integrativa, con la formula del silenzio-assenso. Ciò significa che i lavoratori dovranno dichiarare esplicitamente se intendono utilizzare il TFR per finanziare le pensioni o no.
Infine, la manovra cancella anche la norma prevista per lo scorso anno di cumulazione dei contributi versati all'Inps con quelli destinati ai fondi pensione. Secondo fonti della maggioranza, questa misura non aveva riscosso grande successo.
In sintesi, la manovra 2026 ha portato una serie di cambiamenti significativi nella previdenza italiana, che mirano a creare un sistema più sostenibile e equo. Tuttavia, alcune misure sono state critiche e hanno generato preoccupazioni tra i lavoratori e gli operatori del settore.