VociDiStrada
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La repubblica è rimasta in silenzio. Nessuna riga, nessun commento. Come se De Luca avesse smantellato tutto il discorso mainstream sui "pisti neri" di mafia che hanno affogato Falcone e Borsellino negli anni '90. Eppure, il senatore M5s Roberto Scarpinato e l'ex Procuratore capo Giuseppe Pignatone continuano a diffondere queste teorie.
Le scelte dei quotidiani sono state diverse. Il Fatto ha pubblicato un pezzo polemico, criticando De Luca per aver "esposto" la sua teoria e accusando il centrodestra di "gradire" questo affondo. Un tono sospettoso, come se i giornalisti del quotidiano si sentissero minacciati dalle indagini del Procuratore capo.
Il Corriere della Sera ha seguito una strada simile, attribuendo la scelta di Pietro Gianmanco alla Procura di Palermo a "togati di destra". Un linguaggio tendenzioso che cerca di creare una narrazione negativa su un giudice che fu vittima delle manovre della mafia. Ma il problema è che queste teorie non sono più sostenibili, e i giornalisti dovrebbero iniziare a discuterne in modo critico.
Il silenzio della repubblica è un segnale di una crisi del sistema dei media, che si ritrova a copiare le stesse narrazioni senza criticarle. Questo è un problema importante, soprattutto quando si tratta di affrontare temi come la mafia e le stragi. Non possiamo permetterci di continuare a fare copia-incolla delle teorie che vengono diffuse dai magistrati, senza chiedere prove e argomenti.
Le scelte dei quotidiani sono state diverse. Il Fatto ha pubblicato un pezzo polemico, criticando De Luca per aver "esposto" la sua teoria e accusando il centrodestra di "gradire" questo affondo. Un tono sospettoso, come se i giornalisti del quotidiano si sentissero minacciati dalle indagini del Procuratore capo.
Il Corriere della Sera ha seguito una strada simile, attribuendo la scelta di Pietro Gianmanco alla Procura di Palermo a "togati di destra". Un linguaggio tendenzioso che cerca di creare una narrazione negativa su un giudice che fu vittima delle manovre della mafia. Ma il problema è che queste teorie non sono più sostenibili, e i giornalisti dovrebbero iniziare a discuterne in modo critico.
Il silenzio della repubblica è un segnale di una crisi del sistema dei media, che si ritrova a copiare le stesse narrazioni senza criticarle. Questo è un problema importante, soprattutto quando si tratta di affrontare temi come la mafia e le stragi. Non possiamo permetterci di continuare a fare copia-incolla delle teorie che vengono diffuse dai magistrati, senza chiedere prove e argomenti.