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La sinistra italiana si ritrova a difendere una delle più controverse figure politiche della scena italiana: Mohammad Hannoun, leader dei palestinesi in Italia accusato di finanziare l'organizzazione terroristica Hamas. La rete di solidarietà che fa capo a Hannoun ha riunito i suoi sostenitori per chiedere la sua scarcerazione e difendere il movimento palestinese, anche se molti di loro hanno ignorato le ombre attorno alla figura.
Il pomeriggio di ieri, un corteo ha attraversato Piazza della Scala a Milano, dove i manifestanti hanno chiesto "Tutti uniti con una sola voce contro i fascisti" e "la solidarietà non si arresta". La sinistra istituzionale, che avrebbe potuto schierarsi dalla parte giusta della barricata, ha invece legittimato un altro raduno anti-governativo capeggiato dai professionisti del disordine.
L'Europarlamentare Gaetano Pedullà e il coordinatore territoriale Daniele Pesco hanno partecipato al presidio di protesta al Consolato Usa, dove i manifestanti chiedevano l'immediata interruzione dell'azione militare americana. La stessa critica si è rivolta anche a Potere al Popolo, che ha accusato la presidente del Parlamento venezuelana María Corina Machado di essere colpevole di aver invocato più volte l'aggressione militare al proprio Paese.
La sinistra italiana sembra aver perso l'occasione per schierarsi dalla parte giusta della barricata e legittimare un altro raduno anti-governativo. Anzi, la rete di solidarietà a difesa di Hannoun ha ormai consolidato il suo ruolo come espressione della resistenza del popolo palestinese, anche se molti di loro hanno ignorato le ombre attorno alla figura accusata di finanziare Hamas.
Il governo Meloni è stato accusato di "intollerabile attacco al popolo palestinese" e di "legittimare un altro raduno anti-governativo". Ma la questione resta: la sinistra italiana può ancora trovare il coraggio di difendere la legalità e schierarsi dalla parte giusta della barricata, o continue a legittimare i professionisti del disordine?
Il pomeriggio di ieri, un corteo ha attraversato Piazza della Scala a Milano, dove i manifestanti hanno chiesto "Tutti uniti con una sola voce contro i fascisti" e "la solidarietà non si arresta". La sinistra istituzionale, che avrebbe potuto schierarsi dalla parte giusta della barricata, ha invece legittimato un altro raduno anti-governativo capeggiato dai professionisti del disordine.
L'Europarlamentare Gaetano Pedullà e il coordinatore territoriale Daniele Pesco hanno partecipato al presidio di protesta al Consolato Usa, dove i manifestanti chiedevano l'immediata interruzione dell'azione militare americana. La stessa critica si è rivolta anche a Potere al Popolo, che ha accusato la presidente del Parlamento venezuelana María Corina Machado di essere colpevole di aver invocato più volte l'aggressione militare al proprio Paese.
La sinistra italiana sembra aver perso l'occasione per schierarsi dalla parte giusta della barricata e legittimare un altro raduno anti-governativo. Anzi, la rete di solidarietà a difesa di Hannoun ha ormai consolidato il suo ruolo come espressione della resistenza del popolo palestinese, anche se molti di loro hanno ignorato le ombre attorno alla figura accusata di finanziare Hamas.
Il governo Meloni è stato accusato di "intollerabile attacco al popolo palestinese" e di "legittimare un altro raduno anti-governativo". Ma la questione resta: la sinistra italiana può ancora trovare il coraggio di difendere la legalità e schierarsi dalla parte giusta della barricata, o continue a legittimare i professionisti del disordine?