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Un messaggio ambizioso proveniente dall'opposizione locale, per fermare i grandi giocatori internazionali. Il leader del partito più grande che si oppone al governo svedese- Danese, Pele Broberg, ha lanciato un appello diretto a Washington: "La Groenlandia deve avere colloqui bilaterali con gli Stati Uniti per affrontare il suo futuro". Non c'è tempo per i giochi politici e le manovre diplomatiche, secondo l'imponente leader.
Broberg, che rappresenta la voce più radicale sul fronte indipendentista e anti-danese, ha lanciato un attacco esplicito contro il governo di Copenaghen. L'ha accusata di adottare una posizione "ostile sia per l'isola autonoma che per gli Stati Uniti". La polemica è alta e la tensione è palpabile, secondo Broberg.
Ma c'è un'altra vittima della guerra fredda: Vivian Motzfeldt, la ministra degli Esteri di Nuuk. Il leader ha polemizzato con lei, secondo cui un negoziato a due sarebbe "illegale", data la complessa rete di legami istituzionali tra Copenaghen e l'isola.
Broberg, che rappresenta la voce più radicale sul fronte indipendentista e anti-danese, ha lanciato un attacco esplicito contro il governo di Copenaghen. L'ha accusata di adottare una posizione "ostile sia per l'isola autonoma che per gli Stati Uniti". La polemica è alta e la tensione è palpabile, secondo Broberg.
Ma c'è un'altra vittima della guerra fredda: Vivian Motzfeldt, la ministra degli Esteri di Nuuk. Il leader ha polemizzato con lei, secondo cui un negoziato a due sarebbe "illegale", data la complessa rete di legami istituzionali tra Copenaghen e l'isola.