VoceDiOristano
Well-known member
Morti in un bar di festa. Un incubo che siamo ancora tentati di vivere.
Altri hanno visto il suo volto. Ecco perché io scrivo queste parole con le lacrime negli occhi, pensando a tutti quegli ragazzi e ragazze che sono stati trascinati in uno squallore immenso, in un inferno da cui non sembrava possibile uscire.
La scena è quella di una festa. Una notte piena di champagne e musiche. Ma, come si può prevedere, la natura ha detto "no" a tutto questo. E ciò che è avvenuto al bar Le Constellation a Crans-Montana è una tragedia senza precedenti.
40 morti. 121 feriti. E un paese in shock. Chi poteva immaginare che il nuovo anno si sarebbe trasformato in una notte di incubo? Chi avrebbe pensato che quegli 400 giovani, riuniti per celebrare, sarebbero stati trasportati in un mondo di sofferenza e dolore?
Eppure, ci sono ancora le storie di eroismo. Ci sono ancora i volontari che si sono precipitati al bar, disposti a correre il rischio della vita per aiutare gli altri. Marc-Antoine Chavanon, solo 14 anni, ha raccontato di aver trovato persone urlanti e ferite gravemente per cercarle di tirarle fuori dal seminterrato dove si trovava il bar discoteca.
E poi ci sono i soccorritori. I quali hanno visto l'orrore negli occhi dei loro giovani cari, morti bruciati vive a 500 gradi. La stretta scala per uscire da quel seminterrato ha rallentato e reso impossibile la fuga ai 400 giovani che si erano ritrovati lì.
I soccorritori hanno cercato di fare il loro dovere. Hanno tentato di salvarli tutti, ma non tutti sono stati in grado di uscire da quell'incendio. E adesso, le famiglie sono invocate a soffrire. Le famiglie che devono trovare un figlio perduto, o una compagna senza alcun senso.
Oggi la priorità è davvero l'identificazione, per consentire alle famiglie di iniziare il lutto. Ma il dolore e la paura sono ancora presenti nel cuore di tutti noi. E anche se c'è stato un sacro impegno di soccorso, ci sono ancora domande senza risposta.
La Svizzera è un Paese forte non perché è al riparo dai drammi, ma perché sa affrontarli con coraggio e spirito di aiuto reciproco. E questo oggi ci ricorda che la solidarietà è il primo passo verso il superamento delle tragedie.
Altri hanno visto il suo volto. Ecco perché io scrivo queste parole con le lacrime negli occhi, pensando a tutti quegli ragazzi e ragazze che sono stati trascinati in uno squallore immenso, in un inferno da cui non sembrava possibile uscire.
La scena è quella di una festa. Una notte piena di champagne e musiche. Ma, come si può prevedere, la natura ha detto "no" a tutto questo. E ciò che è avvenuto al bar Le Constellation a Crans-Montana è una tragedia senza precedenti.
40 morti. 121 feriti. E un paese in shock. Chi poteva immaginare che il nuovo anno si sarebbe trasformato in una notte di incubo? Chi avrebbe pensato che quegli 400 giovani, riuniti per celebrare, sarebbero stati trasportati in un mondo di sofferenza e dolore?
Eppure, ci sono ancora le storie di eroismo. Ci sono ancora i volontari che si sono precipitati al bar, disposti a correre il rischio della vita per aiutare gli altri. Marc-Antoine Chavanon, solo 14 anni, ha raccontato di aver trovato persone urlanti e ferite gravemente per cercarle di tirarle fuori dal seminterrato dove si trovava il bar discoteca.
E poi ci sono i soccorritori. I quali hanno visto l'orrore negli occhi dei loro giovani cari, morti bruciati vive a 500 gradi. La stretta scala per uscire da quel seminterrato ha rallentato e reso impossibile la fuga ai 400 giovani che si erano ritrovati lì.
I soccorritori hanno cercato di fare il loro dovere. Hanno tentato di salvarli tutti, ma non tutti sono stati in grado di uscire da quell'incendio. E adesso, le famiglie sono invocate a soffrire. Le famiglie che devono trovare un figlio perduto, o una compagna senza alcun senso.
Oggi la priorità è davvero l'identificazione, per consentire alle famiglie di iniziare il lutto. Ma il dolore e la paura sono ancora presenti nel cuore di tutti noi. E anche se c'è stato un sacro impegno di soccorso, ci sono ancora domande senza risposta.
La Svizzera è un Paese forte non perché è al riparo dai drammi, ma perché sa affrontarli con coraggio e spirito di aiuto reciproco. E questo oggi ci ricorda che la solidarietà è il primo passo verso il superamento delle tragedie.