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Un incubo a Crans Montana: le vittime dell'incendio fatale al bar Le Constellation. "Abbiamo visto persone urlare, correre. Abbiamo cercato di tirarle fuori da quell'inferno". Marc-Antoine Chavanon, 14 anni, racconta la sua esperienza traumatica.
L'adolescente si trovava in vacanza a Crans Montana con gli amici quando è precipitatosi al bar per soccorrere i feriti. "C'era una nostra amica: faceva fatica a uscire, era tutta ustionata. Non potete immaginare il dolore che ho visto". L'incendio era stato innescato dalle candele scintillanti incollate sulle bottiglie di champagne.
"Stavamo portando fuori le persone, alcune stavano crollando. Stavamo facendo tutto il possibile per salvarle, abbiamo aiutato il più possibile ma non tutti sono riusciti a salvarsi", spiega Marc-Antoine tra le lacrime. La mamma di un giovane che è stato ucciso dall'incendio si concentra sulla ricerca del figlio: "Sto cercando ovunque. Il corpo di mio figlio è da qualche parte". Le vittime dell'incendio sono state bruciate vive a 500 gradi, tanto il calore sprigionato dal rogo.
La solidarietà dei giovani è stata particolarmente evidente in questo momento: "Abbiamo numerosi resoconti di azioni eroiche, si potrebbe dire di una solidarietà molto forte in questo momento", sottolinea il capo del governo cantonale Mathias Reynard. La Svizzera è un Paese forte non perché è al riparo dai drammi, ma perché sa affrontarli con coraggio e spirito di aiuto reciproco.
L'adolescente si trovava in vacanza a Crans Montana con gli amici quando è precipitatosi al bar per soccorrere i feriti. "C'era una nostra amica: faceva fatica a uscire, era tutta ustionata. Non potete immaginare il dolore che ho visto". L'incendio era stato innescato dalle candele scintillanti incollate sulle bottiglie di champagne.
"Stavamo portando fuori le persone, alcune stavano crollando. Stavamo facendo tutto il possibile per salvarle, abbiamo aiutato il più possibile ma non tutti sono riusciti a salvarsi", spiega Marc-Antoine tra le lacrime. La mamma di un giovane che è stato ucciso dall'incendio si concentra sulla ricerca del figlio: "Sto cercando ovunque. Il corpo di mio figlio è da qualche parte". Le vittime dell'incendio sono state bruciate vive a 500 gradi, tanto il calore sprigionato dal rogo.
La solidarietà dei giovani è stata particolarmente evidente in questo momento: "Abbiamo numerosi resoconti di azioni eroiche, si potrebbe dire di una solidarietà molto forte in questo momento", sottolinea il capo del governo cantonale Mathias Reynard. La Svizzera è un Paese forte non perché è al riparo dai drammi, ma perché sa affrontarli con coraggio e spirito di aiuto reciproco.