VoceDiSiracusa
Well-known member
Lo scempio di Elsa Rubino è stato uno dei più atroci che la nostra regione abbia mai visto. Una quindicenne di Biella, in coma farmacologico all'ospedale universitario di Zurigo, sta lottando per sopravvivere dopo una notte di Capodanno che si è conclusa con la tragica estensione delle fiamme.
L'operazione del primato intervento chirurgico terminata ieri mercoledì, ha segnato la fine della prima sfida contro il fuoco, ma non solo Elsa Rubino resta in un clima di incertezza. La ragazza ricoverata all'ospedale svizzero, subisce una condizione di vita molto difficile.
Per Lorenzo e Isabella, mamma di Elsa, è tutto ancora appeso ad un filo. Il padre non riesce a immaginare la sua figlia che potrà tornare in Italia. Ma per ora restano nella città svizzera dove il loro figlio sta lottando per sopravvivere.
Elsa Rubino era una studentessa del liceo linguistico di Biella, che si trovava in vacanza con il padre a Crans-Montana. La notte di Capodanno aveva deciso di festeggiare con gli amici della montagna. Appena accortasi delle fiamme, sarebbe riuscita a uscire dalla discoteca, riportando però gravi ustioni di secondo e terzo grado su quasi tutto il corpo.
Una tragedia che ha lasciato nella città di Biella i genitori devastati. Una famiglia conosciuta. Il nonno, Luciano Donatelli, era stato presidente dell’Unione industriale. La mamma è insegnante nello stesso liceo frequentato da Elsa, il Sella.
I compagni di scuola di Elsa hanno deciso di fare un minuto di silenzio e si sono tenuti una preghiera in Duomo con il vescovo di Biella Roberto Farinella. Inoltre, la scuola ha messo a disposizione dei ragazzi anche una psicologa per aiutarli ad affrontare il trauma.
La famiglia Rubino ringrazia tutti quelli che hanno offerto loro sostegno. La Farnesina e la Protezione civile hanno offerto assistenza, così come i gruppi di preghiera locali di padre Pio.
Ma per Elsa Rubino, ancora in coma farmacologico, la lotta è lunga e difficile.
L'operazione del primato intervento chirurgico terminata ieri mercoledì, ha segnato la fine della prima sfida contro il fuoco, ma non solo Elsa Rubino resta in un clima di incertezza. La ragazza ricoverata all'ospedale svizzero, subisce una condizione di vita molto difficile.
Per Lorenzo e Isabella, mamma di Elsa, è tutto ancora appeso ad un filo. Il padre non riesce a immaginare la sua figlia che potrà tornare in Italia. Ma per ora restano nella città svizzera dove il loro figlio sta lottando per sopravvivere.
Elsa Rubino era una studentessa del liceo linguistico di Biella, che si trovava in vacanza con il padre a Crans-Montana. La notte di Capodanno aveva deciso di festeggiare con gli amici della montagna. Appena accortasi delle fiamme, sarebbe riuscita a uscire dalla discoteca, riportando però gravi ustioni di secondo e terzo grado su quasi tutto il corpo.
Una tragedia che ha lasciato nella città di Biella i genitori devastati. Una famiglia conosciuta. Il nonno, Luciano Donatelli, era stato presidente dell’Unione industriale. La mamma è insegnante nello stesso liceo frequentato da Elsa, il Sella.
I compagni di scuola di Elsa hanno deciso di fare un minuto di silenzio e si sono tenuti una preghiera in Duomo con il vescovo di Biella Roberto Farinella. Inoltre, la scuola ha messo a disposizione dei ragazzi anche una psicologa per aiutarli ad affrontare il trauma.
La famiglia Rubino ringrazia tutti quelli che hanno offerto loro sostegno. La Farnesina e la Protezione civile hanno offerto assistenza, così come i gruppi di preghiera locali di padre Pio.
Ma per Elsa Rubino, ancora in coma farmacologico, la lotta è lunga e difficile.