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I consumatori possono finalmente respirare un po' di sollievo. I prezzi dei carburanti sono giunti ai minimi da tre anni, un periodo che è stato fondamentale per chi si muove in macchina. Ma cosa succede dopo? Dal 2026 in poi, le accise sui carburanti cambieranno e il prezzo del gasolio aumenterà di 3 centesimi rispetto alla benzina.
Siamo tornati nel mondo dei numeri, grazie al Preconsuntivo energia e mobilità 2025. Il prezzo medio della benzina è sceso a 1,733 euro al litro, mentre quello del gasolio si ferma a 1,652 euro al litro. Una piccola differenza, ma comunque una buona notizia per i consumatori.
Ma cosa sta succedendo alle emissioni di CO2? Sono scese dell'13% rispetto a 2021, un risultato che può essere considerato positivo. E come stanno le energie rinnovabili? Hanno subito una contrazione dello 0,9%, a causa della riduzione della produzione idroelettrica.
Le previsioni per il 2026 sono già disponibili e mettono in luce che la domanda mondiale di petrolio sarà di 105,5 milioni di barili al giorno. Una cifra che può essere considerata preoccupante, soprattutto se pensiamo a come le sanzioni hanno ridotto i livelli produttivi della Russia.
Ma il quadro non è ancora così buio come potrebbe sembrare. Le previsioni per l'anno prossimo confermano che la domanda di petrolio in Europa sarà simile a quella dello scorso anno, con una concentrazione del 98% nei Paesi non-Ocse.
In sintesi, il quadro è ancora complesso e ci sono molte incertezze. Ma forse, grazie ai minimi dei prezzi dei carburanti, possiamo finalmente iniziare a vedere una luce all'orizzonte.
Siamo tornati nel mondo dei numeri, grazie al Preconsuntivo energia e mobilità 2025. Il prezzo medio della benzina è sceso a 1,733 euro al litro, mentre quello del gasolio si ferma a 1,652 euro al litro. Una piccola differenza, ma comunque una buona notizia per i consumatori.
Ma cosa sta succedendo alle emissioni di CO2? Sono scese dell'13% rispetto a 2021, un risultato che può essere considerato positivo. E come stanno le energie rinnovabili? Hanno subito una contrazione dello 0,9%, a causa della riduzione della produzione idroelettrica.
Le previsioni per il 2026 sono già disponibili e mettono in luce che la domanda mondiale di petrolio sarà di 105,5 milioni di barili al giorno. Una cifra che può essere considerata preoccupante, soprattutto se pensiamo a come le sanzioni hanno ridotto i livelli produttivi della Russia.
Ma il quadro non è ancora così buio come potrebbe sembrare. Le previsioni per l'anno prossimo confermano che la domanda di petrolio in Europa sarà simile a quella dello scorso anno, con una concentrazione del 98% nei Paesi non-Ocse.
In sintesi, il quadro è ancora complesso e ci sono molte incertezze. Ma forse, grazie ai minimi dei prezzi dei carburanti, possiamo finalmente iniziare a vedere una luce all'orizzonte.