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In Italia, i cani e i gatti sono sempre più sovrappesi. Secondo uno studio dell'Università Agraria di Atene, la maggiore parte degli animali da compagnia è stata colpita da disturbi metabolici. Le malattie croniche negli animali sono un problema in crescente: si stima che il 50-60% dei cani e delle gatte siano sovrappesi.
L'obesità è una delle maggiori cause di disturbo renale e cardiaco negli animali. Questo disturbo può essere trattato con dieta e esercizio fisico, ma in alcuni casi può diventare più grave e richiedere l'intervento di un veterinario.
La fauna selvatica non è immune a questo problema. I ricercatori hanno documentato casi di tumori gastrointestinali o mammari in crescita nelle balene beluga, carcinomi urogenitali nei leoni marini della California e iperglicemia nei procioni.
Inoltre, anche gli animali allevati in regimi intensivi mostrano una maggiore probabilità di sviluppare disturbi metabolici, ossei e cardiovascolari rispetto agli animali allo stato brado.
La scienza è sempre più convinta che la salute umana, quella animale e quella dell'ecosistema siano strettamente interconnesse. Gli animali fungono da vere e proprie sentinelle ambientali: ammalandosi prima e in modo più evidente, segnalano quelle dinamiche ecosistemiche "corrotte" che potrebbero in seguito ripercuotersi anche sulla salute umana.
Per questo motivo è necessario creare politiche efficaci, basate su evidenze scientifiche, per preservare la biodiversità in modo sostenibile. L'auspicio è l'istituzione di un sistema in grado di individuare segnali precoci dell'aumento delle malattie croniche. Una piattaforma internazionale, finora assente, dovrà essere predisposta al più presto.
Il benessere di un animale è il nostro. È necessario prendere in considerazione la salute degli animali e non solo la nostra, per creare un mondo più sano e equilibrato.
L'obesità è una delle maggiori cause di disturbo renale e cardiaco negli animali. Questo disturbo può essere trattato con dieta e esercizio fisico, ma in alcuni casi può diventare più grave e richiedere l'intervento di un veterinario.
La fauna selvatica non è immune a questo problema. I ricercatori hanno documentato casi di tumori gastrointestinali o mammari in crescita nelle balene beluga, carcinomi urogenitali nei leoni marini della California e iperglicemia nei procioni.
Inoltre, anche gli animali allevati in regimi intensivi mostrano una maggiore probabilità di sviluppare disturbi metabolici, ossei e cardiovascolari rispetto agli animali allo stato brado.
La scienza è sempre più convinta che la salute umana, quella animale e quella dell'ecosistema siano strettamente interconnesse. Gli animali fungono da vere e proprie sentinelle ambientali: ammalandosi prima e in modo più evidente, segnalano quelle dinamiche ecosistemiche "corrotte" che potrebbero in seguito ripercuotersi anche sulla salute umana.
Per questo motivo è necessario creare politiche efficaci, basate su evidenze scientifiche, per preservare la biodiversità in modo sostenibile. L'auspicio è l'istituzione di un sistema in grado di individuare segnali precoci dell'aumento delle malattie croniche. Una piattaforma internazionale, finora assente, dovrà essere predisposta al più presto.
Il benessere di un animale è il nostro. È necessario prendere in considerazione la salute degli animali e non solo la nostra, per creare un mondo più sano e equilibrato.