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Regno Unito si trova in un "buco" finanziario di 28 miliardi di sterline. Il governo britannico aveva annunciato piani per aumentare la spesa militare e rafforzare le capacità delle forze armate, ma ora sembra che non sarà sufficiente a coprire il deficit stimato per i prossimi anni.
La situazione è ancora più critica se si considera l'inflazione, l'aumento degli stipendi e i costi dei progetti nucleari. Il governo ha previsto un aumento della spesa militare del 2,5% del Pil entro il 2027 e del 3,5% entro il 2035 per rispettare gli impegni NATO, ma questo potrebbe non essere sufficiente a coprire tutte le emergenze previste.
Secondo fonti interne al Ministero della Difesa di Londra, il deficit stimato è di 28 miliardi di sterline fino al 2030, che comprende ritardi nella realizzazione di programmi chiave e lacune nella manutenzione di navi e jet. Il progetto da 6,3 miliardi di sterline per i veicoli blindati Ajax è stato incluso tra i programmi che dovranno essere ritardati.
Il Defence Investment Plan (DIP), destinato a dettagliare l'implementazione della Strategic Defence Review (SDR), è stato posticipato a marzo 2026, aumentando l'incertezza tra le aziende britanniche che forniscono tecnologia e materiali per la difesa. I vertici militari temono ora che l'esercito, già ridotto a circa 71.000 soldati, potrà schierare solo 7.500 truppe in Ucraina in caso di necessità.
Il Regno Unito è sempre più impegnato nella sicurezza europea, ma la spesa militare effettiva rischia di non essere sufficiente a coprire tutte le emergenze previste. Le recenti tensioni transatlantiche, tra cui le minacce di azioni unilaterali degli Stati Uniti in Groenlandia e le operazioni in Venezuela, complicano ulteriormente la pianificazione della difesa britannica.
Il governo britannico dovrà prendere decisioni strategiche su riduzioni e finanziamenti per evitare che le ambizioni del governo rimangano solo sulla carta. Lo stesso capo di stato maggiore della difesa, Sir Richard Knighton, avrebbe addirittura parlato della necessità di predisporre "enormi tagli" alla struttura militare del Paese.
La situazione è ancora più critica se si considera l'inflazione, l'aumento degli stipendi e i costi dei progetti nucleari. Il governo ha previsto un aumento della spesa militare del 2,5% del Pil entro il 2027 e del 3,5% entro il 2035 per rispettare gli impegni NATO, ma questo potrebbe non essere sufficiente a coprire tutte le emergenze previste.
Secondo fonti interne al Ministero della Difesa di Londra, il deficit stimato è di 28 miliardi di sterline fino al 2030, che comprende ritardi nella realizzazione di programmi chiave e lacune nella manutenzione di navi e jet. Il progetto da 6,3 miliardi di sterline per i veicoli blindati Ajax è stato incluso tra i programmi che dovranno essere ritardati.
Il Defence Investment Plan (DIP), destinato a dettagliare l'implementazione della Strategic Defence Review (SDR), è stato posticipato a marzo 2026, aumentando l'incertezza tra le aziende britanniche che forniscono tecnologia e materiali per la difesa. I vertici militari temono ora che l'esercito, già ridotto a circa 71.000 soldati, potrà schierare solo 7.500 truppe in Ucraina in caso di necessità.
Il Regno Unito è sempre più impegnato nella sicurezza europea, ma la spesa militare effettiva rischia di non essere sufficiente a coprire tutte le emergenze previste. Le recenti tensioni transatlantiche, tra cui le minacce di azioni unilaterali degli Stati Uniti in Groenlandia e le operazioni in Venezuela, complicano ulteriormente la pianificazione della difesa britannica.
Il governo britannico dovrà prendere decisioni strategiche su riduzioni e finanziamenti per evitare che le ambizioni del governo rimangano solo sulla carta. Lo stesso capo di stato maggiore della difesa, Sir Richard Knighton, avrebbe addirittura parlato della necessità di predisporre "enormi tagli" alla struttura militare del Paese.