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A Torino, l'apparato repressivo dei carabinieri ha colpito uno spazio di radicale estrema destra, la "Avanguardia Torino", accusata di promuovere idee antidemocratiche e di favorire la discriminazione contro minoranze.
La procura di Torino richiede il rinvio a giudizio per 17 persone sospettate di far parte del gruppo. Le accuse vanno dall'indotto al delitto per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, fino all'appoggio aperto alla "legge Scelba" - che proibisce espliciti atti di apologia del fascismo.
Il procedimento si è sviluppato intorno alle attività svolte dal circolo Edoras, nel cuore della città piemontese, già messo sotto sequestro ieri. Una serata musicale organizzata il 30 novembre ha segnato l'inizio del processo, in cui i pubblici ministeri affermano che si sarebbe esaltata la filosofia del fascismo e le sue "finalità antidemocratiche".
La Direzione distrettuale antimafia di Torino, insieme ai carabinieri del Ros, ha condotto l'inchiesta, descrivendo il circolo come un luogo di "propaganda ideologica". Il gruppo, infatti, si presenta come un punto di ritrovo dove si scambiano idee e saluti romani.
L'inchiesta ha scoperto anche che il gruppo aveva organizzato un corso di addestramento all'autodifesa per i militanti e contattato movimenti analoghi in Europa. Il nome del gruppo, "Avanguardia Torino", sembra ispirarsi a quella della neonazionale degli anni '70, la "Stefano Delle Chiaie".
Ma anche se non ci sono prove dirette di violenza, il procedimento esamina attività che hanno suscitato preoccupazione. Il gruppo ha partecipato a cortei contro il degrado delle periferie, ma respinge le accuse e parla di un trattamento repressivo nei loro confronti.
La procura di Torino richiede il rinvio a giudizio per 17 persone sospettate di far parte del gruppo. Le accuse vanno dall'indotto al delitto per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, fino all'appoggio aperto alla "legge Scelba" - che proibisce espliciti atti di apologia del fascismo.
Il procedimento si è sviluppato intorno alle attività svolte dal circolo Edoras, nel cuore della città piemontese, già messo sotto sequestro ieri. Una serata musicale organizzata il 30 novembre ha segnato l'inizio del processo, in cui i pubblici ministeri affermano che si sarebbe esaltata la filosofia del fascismo e le sue "finalità antidemocratiche".
La Direzione distrettuale antimafia di Torino, insieme ai carabinieri del Ros, ha condotto l'inchiesta, descrivendo il circolo come un luogo di "propaganda ideologica". Il gruppo, infatti, si presenta come un punto di ritrovo dove si scambiano idee e saluti romani.
L'inchiesta ha scoperto anche che il gruppo aveva organizzato un corso di addestramento all'autodifesa per i militanti e contattato movimenti analoghi in Europa. Il nome del gruppo, "Avanguardia Torino", sembra ispirarsi a quella della neonazionale degli anni '70, la "Stefano Delle Chiaie".
Ma anche se non ci sono prove dirette di violenza, il procedimento esamina attività che hanno suscitato preoccupazione. Il gruppo ha partecipato a cortei contro il degrado delle periferie, ma respinge le accuse e parla di un trattamento repressivo nei loro confronti.