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Morto Alessandro Tiberti, il volto e la voce della Rai Sport per oltre 30 anni.
La notizia del suo scomparso è stata un colpo terribile nel mondo del giornalismo. La nota ufficiale della Viale Mazzini, che lo ha annunciato, descrive Alessandro Tiberti come "un giornalista di grandi capacità professionali e spessore umano". La sua scomparsa, aggiunge, è stata "per tutta la Rai motivo di profonda tristezza".
Ma Tiberti era anche un esempio di giornalismo al quale fare riferimento. Anche per questo la Rai lo vuole ricordare con affetto e riconoscenza, come un esempio di professionista che ha lavorato con cura e dedizione. La sua carriera, ricorda l'Associazione Giornalisti 2.0, è stata "un ottimo giornalista, vicecaporedattore della redazione Sport Olimpici e Paralimpici di Rai Sport". Ha ricoperto molti ruoli in più di ventanni di professione: caposervizio, conduttore, telecronista di basket e baseball, inviato e volto di una redazione in cui la competenza non era mai disgiunta dall'umanità.
Tiberti era un giornalista professionista dal 1993 e aveva mosso i primi passi nelle radio romane con trasmissioni dedicate al basket. Ha lavorato per Teleroma 56, Videomusic e Persona tv prima di approdare a Rai Sport. Attento, preciso, con una cura rara dei particolari, ha seguito e raccontato più edizioni dei Giochi Olimpici estivi e invernali, portando in ogni evento la stessa cifra: affidabilità, stile, spirito di squadra.
La comunità professionale del giornalismo sportivo lo piange con gratitudine per ciò che ha dato al servizio pubblico. Il direttivo di Giornalisti 2.0 lo descrive come "un collega che ha saputo essere, ogni giorno, il compagno di banco che tutti avrebbero voluto avere in redazione: competente, discreto, leale, sempre pronto ad aiutare chiunque".
La notizia del suo scomparso è stata un colpo terribile nel mondo del giornalismo. La nota ufficiale della Viale Mazzini, che lo ha annunciato, descrive Alessandro Tiberti come "un giornalista di grandi capacità professionali e spessore umano". La sua scomparsa, aggiunge, è stata "per tutta la Rai motivo di profonda tristezza".
Ma Tiberti era anche un esempio di giornalismo al quale fare riferimento. Anche per questo la Rai lo vuole ricordare con affetto e riconoscenza, come un esempio di professionista che ha lavorato con cura e dedizione. La sua carriera, ricorda l'Associazione Giornalisti 2.0, è stata "un ottimo giornalista, vicecaporedattore della redazione Sport Olimpici e Paralimpici di Rai Sport". Ha ricoperto molti ruoli in più di ventanni di professione: caposervizio, conduttore, telecronista di basket e baseball, inviato e volto di una redazione in cui la competenza non era mai disgiunta dall'umanità.
Tiberti era un giornalista professionista dal 1993 e aveva mosso i primi passi nelle radio romane con trasmissioni dedicate al basket. Ha lavorato per Teleroma 56, Videomusic e Persona tv prima di approdare a Rai Sport. Attento, preciso, con una cura rara dei particolari, ha seguito e raccontato più edizioni dei Giochi Olimpici estivi e invernali, portando in ogni evento la stessa cifra: affidabilità, stile, spirito di squadra.
La comunità professionale del giornalismo sportivo lo piange con gratitudine per ciò che ha dato al servizio pubblico. Il direttivo di Giornalisti 2.0 lo descrive come "un collega che ha saputo essere, ogni giorno, il compagno di banco che tutti avrebbero voluto avere in redazione: competente, discreto, leale, sempre pronto ad aiutare chiunque".