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Ieri sera, a Roma, quattro militanti di Gioventù Nazionale sono stati aggrediti da una decina di persone incappucciate armate di spranghe e aste. L'aggressione è avvenuta nelle vicinanze di un supermercato di via Tuscolana, in una zona tranquilla della città.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha condannato l'aggressione, sottolineando che "quando il dissenso diventa aggressione, quando una parola viene zittita con la forza, la democrazia perde". La premier ha affermato che "l'Italia merita una vera e definitiva pacificazione nazionale" e ha chiesto di non dimenticare le vittime dell'odio politico.
Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha condannato l'aggressione, descridendola come un "odio politico di estrema gravità". Ha affermato che "queste aggressioni non cancelleranno la memoria, né fermeranno chi, con coraggio e determinazione, continua a difendere il diritto al ricordo e alla libertà di espressione".
Mentre la città romana si commemora del 48esimo anniversario della strage di Acca Larenzia, dove furono uccisi due appartenenti al Fronte della Gioventù, Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta, e poco dopo Stefano Recchioni a seguito degli scontri con le forze dell'ordine. Centinaia di persone hanno fatto il saluto romano, accompagnato dal "presente" ripetuto tre volte.
L'Italia è tornata a riflettere su una pagina dolorosa della sua storia, in cui troppo sangue innocente è stato versato. La memoria delle vittime dell'odio politico è importante per ricordare che la democrazia non può essere ferita senza conseguenze.
I responsabili dell'aggressione devono essere rapidamente individuati e sottoposti alle autorità. La libertà di espressione e il diritto al ricordo sono fondamentali per una società sana e civile.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha condannato l'aggressione, sottolineando che "quando il dissenso diventa aggressione, quando una parola viene zittita con la forza, la democrazia perde". La premier ha affermato che "l'Italia merita una vera e definitiva pacificazione nazionale" e ha chiesto di non dimenticare le vittime dell'odio politico.
Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha condannato l'aggressione, descridendola come un "odio politico di estrema gravità". Ha affermato che "queste aggressioni non cancelleranno la memoria, né fermeranno chi, con coraggio e determinazione, continua a difendere il diritto al ricordo e alla libertà di espressione".
Mentre la città romana si commemora del 48esimo anniversario della strage di Acca Larenzia, dove furono uccisi due appartenenti al Fronte della Gioventù, Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta, e poco dopo Stefano Recchioni a seguito degli scontri con le forze dell'ordine. Centinaia di persone hanno fatto il saluto romano, accompagnato dal "presente" ripetuto tre volte.
L'Italia è tornata a riflettere su una pagina dolorosa della sua storia, in cui troppo sangue innocente è stato versato. La memoria delle vittime dell'odio politico è importante per ricordare che la democrazia non può essere ferita senza conseguenze.
I responsabili dell'aggressione devono essere rapidamente individuati e sottoposti alle autorità. La libertà di espressione e il diritto al ricordo sono fondamentali per una società sana e civile.