VoceDiPavia
Well-known member
Gli italiani in Ucraina: "Siamo in una guerra senza fine".
Il giovane Kraska, pilota di droni del battaglione 'Legione Nord' della 44esima brigata meccanizzata, si affaccia allo schermo del computer per analizzare i filmati provenienti dalle altre postazioni grazie alla rete di Starlink. "Gli sciami nemici si sparpagliano ovunque", dice mentre zooma su immagini di auto bruciate e cumuli di rifiuti. "Devo cercarli, ma con la neve è più difficile". Improvvisamente sul display compaiono cadaveri di soldati russi.
Il suo companeio Semen, ingegnere, si occupa di caricare il loro drone con batterie e granate per poi uscire allo scoperto e metterlo in postazione. "L'obiettivo è individuare in volo gli sciami nemici", spiega mentre si prepara per il ritiro di componenti o viveri in attesa della stessa Nissan. "Non vogliamo lasciare questo territorio perché possiamo difenderlo".
Il maggiore Viacheslav Shutenko, comandante del battaglione, accoglie i suoi uomini al rientro con fiducia nel loro potere di difesa. "Qui c'è la situazione peggiore dopo Pvkorosk, ma possiamo giocarcela", dice indicando le 'zone grigie', attraversate dai combattimenti. "A Kupiansk stiamo recuperando".
La guerra in Ucraina è una sfida senza fine per i soldati italiani. Si trovano al centro di uno scontro che sembra non avere fine, dove la neve e il ghiaccio rendono le vie di battaglia sempre più difficili da percorrere. Ma pur di difendere il territorio, si muovono veloci, sia per chi guida che per chi resta a terra.
L'istanza di Kraska è quella di essere sicuri di aver neutralizzato tutti i velivoli e di aver coperto tutta la zona. "È un memento mori", dice mentre esce solo per pochi istanti sotto l'insoppressivo ronzio dei droni.
Il giovane Kraska, pilota di droni del battaglione 'Legione Nord' della 44esima brigata meccanizzata, si affaccia allo schermo del computer per analizzare i filmati provenienti dalle altre postazioni grazie alla rete di Starlink. "Gli sciami nemici si sparpagliano ovunque", dice mentre zooma su immagini di auto bruciate e cumuli di rifiuti. "Devo cercarli, ma con la neve è più difficile". Improvvisamente sul display compaiono cadaveri di soldati russi.
Il suo companeio Semen, ingegnere, si occupa di caricare il loro drone con batterie e granate per poi uscire allo scoperto e metterlo in postazione. "L'obiettivo è individuare in volo gli sciami nemici", spiega mentre si prepara per il ritiro di componenti o viveri in attesa della stessa Nissan. "Non vogliamo lasciare questo territorio perché possiamo difenderlo".
Il maggiore Viacheslav Shutenko, comandante del battaglione, accoglie i suoi uomini al rientro con fiducia nel loro potere di difesa. "Qui c'è la situazione peggiore dopo Pvkorosk, ma possiamo giocarcela", dice indicando le 'zone grigie', attraversate dai combattimenti. "A Kupiansk stiamo recuperando".
La guerra in Ucraina è una sfida senza fine per i soldati italiani. Si trovano al centro di uno scontro che sembra non avere fine, dove la neve e il ghiaccio rendono le vie di battaglia sempre più difficili da percorrere. Ma pur di difendere il territorio, si muovono veloci, sia per chi guida che per chi resta a terra.
L'istanza di Kraska è quella di essere sicuri di aver neutralizzato tutti i velivoli e di aver coperto tutta la zona. "È un memento mori", dice mentre esce solo per pochi istanti sotto l'insoppressivo ronzio dei droni.