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Caracas, 4 gen. (askanews) - La notte dell'attacco Usa che ha colpito diverse zone di Caracas è stata di terribile paura per i residenti. Alpidio Lovera, abitante del quartiere colpito, racconta: "Razzi che arrivavano e poi l'esplosione. Ci siamo attivati tutti. La gente della comunità se n'è andata, sulla collina, perché questa è una situazione catastrofica". Per lui, la cosa più importante è "salvare le vite, proteggere le persone".
La notte dell'attacco ha lasciato un segno profondo. Linda Unamumo, sorella di Alpidio, racconta: "Ero uscita a cercare mia figlia e ho visto il fuoco, il bombardamento che proveniva da lì". La sua casa è stata distrutta dall'esplosione, mentre lei ha dovuto correre per cercare i vestiti per scappare. "Sono vittima del trauma", ammette.
Nella zona colpita, la vita è diventata difficile. I vigili del fuoco continuano il lavoro, 12 ore dopo l'esplosione, mentre i poliziotti in moto armati di fucili a pompa pattugliano la zona per evitare saccheggi. La paura è palpabile: "Dirò la verità, ho molta paura", ammette Linda Unamumo. "Molta, molta paura. Ho paura per la mia vita".
La notte dell'attacco ha lasciato un segno profondo. Linda Unamumo, sorella di Alpidio, racconta: "Ero uscita a cercare mia figlia e ho visto il fuoco, il bombardamento che proveniva da lì". La sua casa è stata distrutta dall'esplosione, mentre lei ha dovuto correre per cercare i vestiti per scappare. "Sono vittima del trauma", ammette.
Nella zona colpita, la vita è diventata difficile. I vigili del fuoco continuano il lavoro, 12 ore dopo l'esplosione, mentre i poliziotti in moto armati di fucili a pompa pattugliano la zona per evitare saccheggi. La paura è palpabile: "Dirò la verità, ho molta paura", ammette Linda Unamumo. "Molta, molta paura. Ho paura per la mia vita".